Viviana Medeghini
blog

10 dicembre 2025

Essere diversi significa semplicente che sei abbastanza coraggioso da essere te stesso

Oggi vi voglio raccontare di una custom speciale, nata da una frase che mi ha toccato nel profondo:

“Essere diversi significa semplicemente che sei abbastanza coraggioso da essere te stesso.”

Queste parole, pronunciate da Camilla Filippi, sono arrivate a me come un’eco familiare, risvegliando lo scrigno dei miei ricordi più autentici.

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Chi ha letto il mio VIBEpost precedente sa quanto Camilla sia per me una fonte inesauribile di ispirazione.

Oltre alla sua carriera d’attrice e artista, Camilla è profondamente impegnata sul tema della disabilità e dell’inclusione.

Basta seguirla per cogliere la sua sensibilità nel raccontare e difendere la bellezza della diversità.

Quelle parole hanno toccato corde che mi accompagnano dall’infanzia.

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Sono cresciuta insieme ad Alessandro, il figlio di amici di famiglia, nato con la sindrome di Down. Per me, da bambina, lui era il compagno di giochi che sapevo avrebbe stretto a lungo il mio pupazzo tra le mani senza ridarmelo per un tempo infinito, che si dondolava in continuazione seduto sul pavimento, che non sempre poteva rispondermi ma che comprendeva ogni cosa.

Io lo sapevo e mi bastava.

Non provavo imbarazzo, né distanza.

Lui era semplicemente il mio amico Ale.
Solo da adulta ho compreso che crescere accanto a lui è stato un dono prezioso: mi ha insegnato a guardare la diversità con spontaneità, senza barriere, come parte naturale della vita.

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Ho poi scoperto che anche l’impegno di Camilla nasce dalla sua esperienza familiare. Nel 2024, con il suo primo film documentario da regista, Come quando eravamo piccoli, dedicato a suo zio Gigio – ipovedente – ha scelto di raccontare al mondo quanto la disabilità sia, prima di tutto, un racconto di famiglia, amore e resilienza.

È stata proprio durante la prima del film, al Cinema Eden della nostra amata Brescia, che ho consegnato a Camilla la mia creazione: un giubbino che portava inciso il suo volto e la frase che mi aveva acceso dentro.
Ho usato oro, rame e argento – i miei elementi ricorrenti – per rappresentare quella luce interiore che ognuno di noi porta con sé, una luce che si sprigiona quando scegliamo di accogliere, di avvicinarci, di non respingere ciò che non conosciamo.

Il volto di Camilla, al centro della custom, era il simbolo del coraggio di accettare la vita così com’è, con le sue prove e le sue differenze. Un invito a informarsi, a tendere la mano, a ridurre le distanze.

Quando gliel’ho consegnata, il suo sorriso luminoso e il suo abbraccio sincero mi sono arrivati fortissimi, come conferma che l’arte, quando nasce da un sentire vero, trova sempre la strada per arrivare a destinazione.

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Durante la proiezione, mi sono lasciata trasportare nel mondo raccontato da Camilla: un mondo che abbraccia e si lascia abbracciare. Un film delicato e potente, che parla di disabilità, sì, ma soprattutto di famiglia, di legami e di amore autentico. Un film magico, come magico è suo zio Gigio, protagonista capace di incantare con la sua semplice presenza.

Seduta in quella poltrona, ho sentito di camminare accanto a lui. E, ancora una volta, è arrivata l’ispirazione. Ma questa è una storia che vi racconterò nel prossimo Vibe Post.