11 dicembre 2025
Come vi ho raccontato nel precedente VIBEpost la prima del film documentario “Come quando eravamo piccoli “ di Camilla Filippi per me è stata fonte d'ispirazione pazzesca e quello che ha mosso il mio movimento interiore artistico è stato lo zio Gigio, protagonista di questa carezza al cuore.
Egidio nonostante la sua ipovisione e le difficoltà legate alla sua invalidità, disegna e crea… linee, colori e forme che sembrano danzare con una libertà tutta loro.
L'arte non nasce dalla perfezione e dalla tecnica ma dalla capacità di trasmettere emozione e lui credetemi ne sa trasmettere tantissima.
Gioioso, ironico, spontaneo, capace di trovare luce anche nei momenti bui.
Osservando i suoi disegni è come se i suoi tratti imperfetti fossero la traduzione grafica della sua spontaneità, della sua forza silenziosa, della sua capacità di trasformare i limiti in possibilità.


Quello che mi ha ispirato, oltre ai suoi disegni e alla sua forza è stata la sua passione sfrenata per i cappellini colorati.
Nel film si comprende come per lui non rappresenti solo un accessorio, ogni cappello è una piccola dichiarazione di allegria, un modo per portare luce nella sua giornata e in quella di chi gli sta intorno, così ho deciso di fargli un regalo.
Ho riprodotto a mano su due cappellini i suoi disegni e sono andata a trovarlo a casa per consegnarglieli.
Entrare a casa di Gigio è stato come varcare la soglia di un piccolo mondo tutto suo, fatto di colori, ricordi e curiosità.
Non appena varcata la porta, è iniziato il suo tour guidato.
Mi ha mostrato ogni angolo con orgoglio e gioia, raccontando storie legate a ciascun oggetto spiegandomi con entusiasmo come ognuno fosse arrivato lì, come un piccolo pezzo della sua vita.
Mi ha mostrato i suoi disegni, descrivendo come ciascuno era nato da un momento, un’emozione, un regalo.
Ogni pennarello diventava protagonista dei suoi racconti, ogni cappellino che mi ha mostrato aveva una storia e Gigio ha saputo renderla viva con la sua voce e i suoi gesti.


Incontrarlo è stato magico, il suo modo di farmi sentire parte di quella casa, non solo come ospite, ma come complice dei suoi racconti, dei suoi cappellini colorati, dei piccoli dettagli che rendevano il suo mondo unico.
Quando ha visto i cappellini che avevo creato per lui con i suoi disegni ha sorriso, li ha provati uno dopo l’altro, giocando con i colori e mi ha raccontato come li avrebbe usati e li ha sistemati subito in ordine insieme alla sua collezione.
Mi ha poi regalato un disegno spiegandomi che aveva raffigurato un cane che fa le sue considerazioni sul tempo mentre guarda il tramonto.
In quel momento ho provato un emozione dolce e profonda e mi sono resa conto che il regalo che avevo deciso di fargli non era solo per lui: era un ponte tra le nostre anime, un filo di gioia che ci univa.


Gigio è la prova vivente di ciò in cui credo più profondamente: che la vita si nutre delle connessioni e dello scambio di energia tra le persone.
La sua presenza, il suo sorriso, le sue battute, trasmettono una forza silenziosa, capace di riempire una stanza e accendere emozioni.
Con lui una semplice visita è diventata un viaggio nell’arte della gioia e dell’accoglienza.
Zio Gigio insegna che l'ispirazione si trova ovunque e io questa volta l'ho trovata in un tratto incerto che diventa poesia, in un sorriso che resiste alle difficoltà, in una vita che sceglie sempre la bellezza.
Grazie Gigio per la vibrazione che mi hai regalato.